The project proposes an artistic research practice that invites participants to listen to the plurality of sounds and voices inhabiting the Piave River. Through shared walks, field recording, oral testimonies, sound mapping, moments of reflection, and musical creation, we will develop an ecological listening practice of the river, understood as a way of engaging with the environmental, social, and cultural complexities of the territory. Interdisciplinary and intergenerational in nature, the project creates opportunities for exchange among local residents, schools, researchers, and experts, with the aim of amplifying diverse perspectives and fostering new ways of imagining the relationship between community, territory, and river.
Il progetto propone una pratica di ricerca artistica che invita ad ascoltare la pluralità di suoni e voci che abitano il fiume Piave. Attraverso cammini condivisi, field recording, testimonianze orali, cartografia sonora, momenti di riflessione e creazione musicale, svilupperemo un ascolto ecologico del fiume, inteso come pratica di relazione con la complessità ambientale, sociale e culturale del territorio. Interdisciplinare e intergenerazionale, il progetto crea occasioni di incontro tra abitanti, scuole, ricercatori ed esperti, con l’obiettivo di amplificare una pluralità di prospettive e far emergere nuove modalità di immaginare il rapporto tra comunità, territorio e fiume.
Il Piave. La Piave, come la sento nominare nel mio dialetto. Presenza silenziosa di tutta la mia vita, attraversata quotidianamente. Ne porto traccia nel cognome, nell’accento che mi caratterizza.
Ne ho sempre sentita raccontare una sola versione: quella del fiume sacro alla patria. Eppure, ho sempre pensato che questo fiume scorresse molto prima dei concetti di “sacro” e di “patria”, e che lo abbiamo ridotto ad una storia sola.
Ma quali sono davvero le sue storie, le voci che lo abitano?Prendiamoci il tempo per ascoltarle insieme, registrarle e raccontarle.
Ci parla della coesistenza di pietre, animali e piante. Di gocce d’acqua, di alluvioni, di frane. E anche di esseri umani: delle loro storie, nascite e morti, dei lavori, delle guerre. Delle comunità che lo hanno abitato e che lo abitano oggi. Di chi ci vive e lo custodisce. Di chi lo sfrutta e lo inquina.
Per ascoltare tutte queste voci avrò il privilegio di collaborare con esperti di geologia, biologia, idrologia, chimica e ingegneria idraulica; con alcuni studenti delle scuole in sua prossimità; con chi ci lavora quotidianamente; con le comunità che vi abitano; con i musei che ne conservano la memoria e il racconto; con il conservatorio vicino alla sua foce.
Insieme cammineremo lungo la Piave: la ascolteremo, la registreremo e creeremo una cartografia sonora del suo percorso.
E poi…la musica. Questa pluralità di storie sarà restituita e raccontata con i suoni della fisarmonica e delle voci registrate lungo il cammino, in forma di sessioni di ascolto collettivo, concerti-conferenza, installazioni sonore, podcast, e un documentario.




